Angelo Minich
Tipologia Fondo
Data cronica
- 1817 - 1894
- Note
- Datazione calcolata
Tipologia
- Fondo
Contenuto
- Il fondo, conservato per oltre un secolo in modo provvisorio che inevitabilmente ne ha compromesso l'integrità, contiene quanto si è recuperato delle carte di Angelo Minich, pervenute all'Istituto veneto, alla morte dello stesso, insieme al patrimonio finanziario e a quello librario.
Il fondo comprende la documentazione relativa alla carriera scolastica liceale e universitaria, quella relativa ai periodi di formazione specialistica post-laurea trascorsi all'estero e presso i maggiori centri ospedalieri italiani, la documentazione inerente all'attività professionale presso l'Ospedale civile di Venezia, come pure i documenti attestanti l'impegno in qualità di protomedico militare durante la rivoluzione del 1848-1849. Particolare interesse scientifico rivestono i numerosi manoscritti inediti dedicati a singoli quadri patologici e a tecniche chirurgiche innovative che costituiscono il frutto delle conoscenze ricavate dalla letteratura specialistica e delle competenze acquisite da Angelo Minich nel corso di ripetuti periodi di formazione svolti nelle maggiori cliniche chirurgiche e centri ospedalieri italiani ed europei. I resoconti di tali esperienze, ai quali si aggiungono diari e giornali di viaggio ricchi di descrizioni socio-ambientali, impreziosiscono ulteriormente il patrimonio documentario.
Tra gli inediti, si segnalano i manoscritti dal titolo "Sulla cura moderna delle artropatie tubercolose", i cui contenuti comprendono una sintesi della letteratura europea su tali patologie e la descrizione delle esperienze condotte da Angelo Minich nelle cliniche di Vienna, Halle e Berlino, nel periodo 1870-1875, e "Rimedi magistrali dell'Ospedale civico di Venezia", che riveste particolare interesse documentaristico in quanto descrive cataplasmi, colliri, collutori, decotti empiastri e pomate in dotazione al nosocomio veneziano nel periodo 1843-1884. Una componente di notevole consistenza è la documentazione inerente all'attività accademica e ai molteplici incarichi pubblici espletati da Angelo Minich a livello locale, regionale e nazionale; ugualmente cospicua è la documentazione finanziaria.
Il fondo contiene anche documenti amministrativi prodotti rispettivamente dalla madre Pisana Papacizza e dai fratelli Luigi e Serafino Raffaele, che per diversi motivi sono rimasti tra le carte di Angelo Minich e sono stati ordinati in un subfondo.
Consistenza calcolata
- Complesso di fondi / Superfondo: 1, Documento: 583, Fascicolo: 46, Serie: 12, Sottofascicolo: 68, Bibliografica: 9, Subfondo: 1, Corrispondenza: 130,
Storia istituzionale/Biografia
- Angelo Minich nacque a Venezia il 30 Settembre 1817, da Stanislao Minich (1771(?)-1820) e Pisana Papacizza (1778-1855). Il padre di Angelo, Stanislao, era nato a Perzagno, nella regione di Cattaro, attorno al 1771 ed è morto il 21 maggio 1820 nel corso di un viaggio in nave nel Mediterraneo, pertanto è stato sepolto, probabilmente, ad Alessandria D' Egitto. La madre, Pisana Papacizza era nata a Venezia, nella parrocchia di S. Barnaba, 1778. Angelo Minich, dopo aver conseguito il diploma al liceo ginnasio Santa Caterina (attuale Marco Foscarini), proseguì con gli studi iscrivendosi, nel 1834, alla Facoltà Medico-chirurgica dell'Università degli studi di Padova. Nel terzo anno di corso si trasferì all'Università di Pavia dove seguì in particolare i corsi di anatomia del professor Bartolomeo Panizza (1785-1867), di chirurgia del professor Luigi Porta (1800-1875) e di ostetricia del professor Teodoro Lovati (1800-1872). Successivamente è rientrato per un breve periodo a Padova, dove concluse gli studi. Il 28 febbraio 1840 conseguì la laurea in medicina a Pavia, dove era ritornato per seguire un corso speciale di chirurgia, tenuto dal professor Luigi Porta. Pochi mesi più tardi ottenne il diploma di Maestro d’ostetricia a Pavia (4 aprile 1840). Il 31 luglio dello stesso anno sostenne il "secondo esame rigoroso" di chirurgia presso l'Università degli studi di Padova con il quale gli fu conferita l'abilitazione alla professione chirurgica e la possibilità di iscriversi al Collegio dei Medici di Padova. Dato il grande interesse per la chirurgia, Angelo decise di svolgere un periodo di perfezionamento presso la Clinica chirurgica dell'Università degli Studi di Vienna, diretta dal professore Joseph von Wattman (1789-1866). Trascorse due anni presso le cliniche universitarie viennesi dove, oltre alla chirurgia si indirizzò all'anatomia patologica come pure alla pneumologia, alla cardiologia e alla dermatologia. Durante tale periodo visitò cliniche universitarie e centri ospedalieri in alcune città della Germania e del Belgio. Fu pure a Londra e di Parigi dove frequentò i centri di chirurgia più noti a livello europeo, quali il reparto diretto dal professore Alfred-Armand-Louis-Marie Velpeau (1795-1867) e quello diretto dal professor Philippe-Frédérich Blandin (1798-1849) ed ebbe l'opportunità di apprendere tecniche operatorie innovative sia nell'ambito della chirurgia generale, sia in ambito ortopedico e traumatologico. Rientrato in Italia, al termine del 1843 fu ammesso all'Ospedale civile di Venezia prima tra i praticanti e in seguito come chirurgo secondario; l'anno successivo fu nominato chirurgo delle carceri criminali di Venezia. Tra il 1845 e il 1847 svolse l'incarico di docente di chirurgia teorico-pratica e clinica chirurgica presso la facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Padova, in qualità di supplente.
Durante la rivoluzione del 1848-49 fu nominato protomedico militare e direttore dell'Ospedale militare di Santa Chiara e si occupò di organizzare il servizio medico delle truppe di terra e di mare. Terminato questo periodo, tornò alla professione medica. Il 17 maggio 1850 ottenne l'abilitazione all'insegnamento privato di chirurgia teorica e pratica, mentre a partire dall'anno successivo, ricoprì la carica di chirurgo primario dell'Ospedale civile di Venezia, all'interno del quale, oltre all'attività clinica, svolte attività d'insegnamento con lezioni di chirurgia teorico-pratica dal 1850 almeno fino al 1868. Nei periodi 1867-1868 e 1873, durante i quali Venezia fu particolarmente funestata da epidemie di colera, Angelo Minich si distinse per l'impegno devoluto e la consulenza offerta alle autorità cittadine e regionali sui provvedimenti da adottare. Egli ricevette una menzione d'onore da parte del Ministero degli Interni quale riconoscenza per tale operato e successivamente gli fu assegnata una medaglia d'argento. Nel 1884 ottenne il pensionamento dall'Ospedale civile di Venezia. Socio corrispondente dal 1850, eletto membro effettivo nel 1869, nel 1884 divenne vicepresidente dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti e successivamente presidente per il triennio 1886-1888, ricoprendo nuovamente l'incarico di vicepresidente fino al 1893. All'interno dell'Istituto svolse per molti anni incarichi amministrativi presso fondazioni culturali, principalmente la Balbi-Valier e la Querini-Stampalia. La sua carriera professionale è stata costantemente connotata dallo stretto intreccio tra attività clinica e attività scientifica; lo testimoniano l'entità delle memorie presentate nel corso delle riunioni accademiche dell'Istituto Veneto, i numerosissimi contributi a periodici a diffusione regionale e nazionale, come pure l'impegno devoluto in ambito redazionale in veste di direttore responsabile della "Rivista Veneta di Scienze Mediche", incarico che si è protratto dal 1885 fino alla vigilia della morte.
Tra le tematiche trattate nei suoi contributi scientifici, sono risultate di particolare rilievo le sue proposte innovative nell'ambito della sepsi chirurgica, dell'anestesiologia e della traumatologia dell'apparato osteo-articolare. Nello specifico, una sua memoria inerente alla diagnosi e al trattamento di un caso di lussazione divergente del cubito, presentata all'Istituto veneto ebbe risonanza internazionale.
Dal 1887 fu socio residente dell'Ateneo Veneto, accademia di cui nel biennio 1890-1891 ricoprì la carica di presidente. Angelo Minich fu nominato più volte commissario nei concorsi per la libera docenza in chirurgia presso la facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Padova nel periodo 1880-1893. Per molti anni egli svolse incarichi politici e amministrativi presso istituzioni comunali, provinciali e nazionali. Fu componente del Consiglio comunale veneziano, assessore, consigliere provinciale di Venezia, membro del Consiglio sanitario provinciale nel periodo 1874-1893 di cui ricoprì la carica di vicepresidente per il triennio 1874-1876, componente della Giunta speciale di sanità per la città di Venezia e componente di numerose commissioni tra le quali la Commissione visitatrice delle carceri tra il 1868-1893, seppur con alcune interruzioni e la Commissione di inchiesta sulle Opere pie della città di Venezia. Si impegnò nella Croce Rossa e in molti istituti di beneficenza. Nel 1889 fu nominato Senatore del Regno per la XVIII categoria dello Statuto albertino. Morì a Venezia, il 18 ottobre del 1893.
Oltre al lascito all'Istituto Veneto, costituito erede universale, Angelo Minich ha destinato, tra l'altro, un fondo al comune di Venezia per la costruzione di un ponte nel sestiere di Castello nei pressi dell'Ospedale civile, in seguito denominato "ponte Minich", e per l'istallazione di un sistema di orologi elettrici dislocati in vari punti della città tuttora funzionanti.
Tra le onorificenze ricevute, meritano particolare rilievo: la nomina a Commendatore della Corona per il servizio alla patria svolto come protomedico militare nel periodo della rivoluzione 1848-1849, in esecuzione del decreto reale del 22 gennaio 1880, la Croce d'Ufficiale dell'Ordine Imperiale della Guadalupa conferitagli dall'Imperatore Massimiliano I in data 7 agosto 1865, la Menzione d'onore da parte del Ministero degli Interni per il lavoro svolto durante il periodo del colera a Venezia del 1868-1869, assegnata il 10 dicembre 1869 e l'iscrizione nel numero dei Grandi Ufficiali dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro con Decreto Reale del 30 dicembre 1892.
Storia archivistica
- Angelo Minich dispose per lascito testamentario che l'intero suo patrimonio fosse consegnato e amministrato dall'Istituto Veneto, costituito erede universale. Nel giro di pochi anni, i libri sono stati collocati in una libreria lignea appositamente costruita in una delle sale del piano nobile di palazzo Loredan, sede dell'Istituto Veneto dal 1892. Le carte personali di Angelo Minich sono state invece trascurate e lasciate in scatole, dove furono ritrovate nel corso del primo decennio del 2000 e, dopo un primo riordino, collocate in appositi faldoni.
Modalità di acquisizione
- Lascito
Criteri di descrizione
- La descrizione è stata eseguita, prevalentemente, a livello di singola unità documentaria, mentre ci si è fermati a livello di fascicolo lì dove, in base alla tipologia documentaria, risultava superflua la descrizione di singoli documenti tra di loro sostanzialmente uguali (ad es. ricevute di pagamento).
Criteri di ordinamento
- Dopo vari spostamenti con conseguenze sulla sua integrità, il fondo è stato riordinato e suddiviso in due serie archivistiche: carte di Angelo Minich e opuscoli manoscritti di Angelo Minich, a sua volta articolata in due sezioni: opuscoli rilegati in volume e opuscoli non rilegati. Le carte appartenute ai congiunti di Angelo Minich, sono state raccolte in un subfondo e suddivise in tre serie, una per ciascun soggetto produttore: carte di Pisana Papacizza Minich, carte di Luigi Minich e carte di Serafino Raffaele Minich.
Fonti collegate
- Archivio dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, serie "Fondazione A. Minich", b. "Eredità A. Minich, Inventario, situazioni.1891-1901".
Archivio Storico dell'Università degli studi di Padova.
Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, Parrocchia di san Barnaba, Registro dei battesimi, reg.5, c.148, 6 settembre 1778.
Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, Parrocchia san Giovanni Battista in Bragora, registri dei battesimi, reg.16, c. 65, n. 48, 4 novembre 1805, 8 novembre 1808, c.107, n. 34, 9 luglio 1810, c.134,
n. 49, 27 giugno 1812, e c. 219 n.14, 5 ottobre 1817.
Archivio di Stato di Venezia.
Bibliografia
E. Bassini, Commemorazione del professore A. M. in: Atti del R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti,
s.7 , V (1893-94), pp.1295-1314.
A. Carraro, Indice Generale dei lavori pubblicati dal R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, dall'anno
accademico 1840-41 di fondazione al 1893 - 94, Venezia, Tipografia Carlo Ferrari, 1896.
Del Negro P. (a cura di ) Clariores. Dizionario biografico dei docenti e degli studenti dell'Università di
Padova, University Press, Padova.
Dizionario Biografico degli italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, v. 74, Roma, 2010, "Minich Angelo"
pp. 640-642.
Minich A. (1879) Sulla lussazione divergente antero-posteriore del cubito, in: Memorie del R. Istituto veneto
di scienze, lettere ed arti, XXI, pp. 299-313.